Madonna di Ostra Brama


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Storia di Mottola
MADONNA DI OSTRA BRAMA
 

Madonna di OSTRA BRAMAL'altare con l'immagine della Madonna di Ostra Brama (Porta dell'Aurora), opera dei militari del Genio di stanza a Mottola e nei paesi vicini progettata dal capitano della scuola agraria di Lecce dott. Kazimierz IWO ANDRUSZEWICZ, fu inaugurato il 16 novembre 1945 nella chiesa ex cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA. Il bellissimo bassorilievo dell'altare, raffigurante la Madonna circondata dalla ghirlanda con fasci di spighe o frumento, è stato eseguito dal famoso scultore e artista G. Pagnelli di Bari. Sotto il bassorilievo è inserita la scritta «Pod Twoj obronê uciekamy siê», verso iniziale di un'antica preghiera polacca il cui significato è «facciamo ricorso alla tua protezione». L'omelia nella Chiesa gremita fu pronunciata dal Cappellano [Nikodem?] Dubrawka.Nello stesso giorno il cav. Sebastiano D'APRILE, sindaco del comune di Mottola,  valutato l'apporto dato all'economia del paese ed  in modo particolare l'aiuto morale e materiale apprestato dalle valorose Truppe Polacche alle Autorità Comunali e cittadine, deliberò di concedere a S. E. il Generale Przewlocki MARIAN ROMAN, comandante per circa due anni delle Truppe Polacche del 2° Corpo di Armata di questo Comune, la cittadinanza onoraria di questa città. Nella pergamena consegnata ufficialmente al generale MARIAN ROMAN PRZEWLOCKI in occasione della cerimonia svoltasi il 6 gennaio 1946 nel palazzo municipale, dinanzi a numerosi cittadini ed una folta rappresentanza di ufficiali polacchi, è riportato: "In nome di Mottola, gloriosa antica terra d'Italia il Sindaco del Comune al nobile soldato Polacco Gen. Magg. Przewlocki MARJAN ROMAN Comandante Base 2° Corpo d'Armata riconoscente omaggio nel giorno in cui lo volle suo cittadino onorario a perpetuare nella storia dei popoli la sacra fraternità tra gente di Dante e quella di Chopin".

The altar with the image of Our Lady of Ostra Brama (Dawn Gate ),  work done by the Military Corps of Engineers stationed in Mottola and in the neighboring towns on the project of the captain of Lecce agricultural school dr. Kaszimiers Iwo Andruszewich,  was inaugurated on November the16th 1945 it in Santa Maria Assunta ex Cathedral. The beautiful altar bas-relief, depicting the Madonna surrounded by a wreath with bundles of sheaves of wheat, was done by the famous sculptor and artist G. Pagnelli from Bari. Under the bas-relief it was inserted the inscription "Pod Twój obrone uciekamy sie": it  is the opening line of an ancient Polish prayer  which means "we apply for your protection". In the crowded church the homily was declared by the  chaplain (Nikodem?) Dubrawka. On the same day the Cavalier Sebastiano D'Aprile, mayor of the town of Mottola, evaluated the contribution made to the town economy and especially the moral and material help provided by  the valiant Polish troops to  the municipal and civic authorities, considered the existing municipal and provincial law,  approved to grant to His Worship the general PRZEWLOCKI  MARIAN  ROMAN , who for two years had commanded the Polish troops of the second unit of the  Army of this municipality, the honorary citizenship  of this city.In the parchment, officially delivered to the General MARIAN ROMAN PRZEWLOCKI at the ceremony which took place on January the 6th , 1946 in the Town Hall, in front of many people and a large delegation of Polish officers, it is written "In the name of Mottola, glorious ancient land of Italy, the mayor of the Town to the noble Polish soldier General PRZEWLOCKI  MARIAN ROMAN, commander of the second unit of the Army, as a grateful homage in  the day in  which it took him as its honorary citizen to perpetuate in the history of the peoples  the sacred  brotherhood between the  population of Dante and that of Chopin."

 



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Cappella di San Giacomo


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Storia di Mottola
CAPPELLA DI SAN GIACOMO
 

CAPPELLA DI SAN GIACOMOLa cappella, ora casa privata, fu edificata intorno al XIII secolo. Nel XVII secolo è sede dove "tengono oratorio" i confratelli del Rosario eSacramento e quelli delle Animedel Purgatorio, attendendo alle loro pratiche di pietà. Dopo un periodo di assenza, nel 1789 i confratelli del Rosario e Sacramento ritornano a riunirsi in questa sede a causa della inagibilità della chiesetta del Rosario.

Nel 1809 sono presenti nel centro storico tra chiese e cappelle ben 16 luoghi di preghiera: oltre la cappella di San Giacomo, la Mater Domini (presso l'attuale via Largo Mater Domini), tra le chiese la Cattedrale ("San Tommaso sotto il tetto dell'Assunta"), con attiguo il palazzo vescovile ed il seminario, la chiesa del Carmine sotto il titolo di Purgatorio,del Rosario sotto il titolo del Sacramento nella strada Borgo (corso Vittorio Emanuele), e SS. Sacramento ("situata all'interno della cattedrale"), lungo strada Monastero (via Vito Sansonetti) la chiesa con il titolo Santa Maria della Vetera (con annessa la "casa religiosa dei francescani"). Sono presenti due congregazioni: la confraternita del Carmine sotto il titolo delle Anime del Purgatorio con regio assenso relativo al titolo di fondazione e sulle regole risalente al 5 giugno 1780, del Rosario e Sacramento il cui regio assenso risale al 12 febbraio 1781.

 



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Porta Nuova


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Storia di Mottola
PORTA NUOVA
 

PORTA NUOVALa breve scalinata in prossimità dell'uscita della Porta Nuova o porta "d'abbasso di San Nicola".

L'edificazione della Porta Nuova risale al XII secolo e su cui, a partire dal XIII secolo, venne realizzata una struttura fortificata. Il perimetro dell'antico abitato di Mottola era racchiuso da mura medievali a cui si accedeva attraverso due ingressi principali: la porta di basso detta di San Nicola (nei pressi dell'attuale ed omonimo Largo) e la Porta dell'Annunziata dopo che la Porta Grande di Mezzogiorno (ubicata tra via Mazzini e Corso Umberto), era crollata a causa del terremoto avvenuto nel gennaio del 1818.

Queste porte saranno le uniche due vie di accesso in paese, durante l'attuazione dei cordoni sanitari, per evitare la diffusione, tramite contagio, di malattie infettive.

In occasione del colera del 1837 la commissione sanitaria, attuando il cordone sanitario, stabilì: Alle ore 23 e mezzo di ogni giorno la guardia sarà montata di 20 individui, de' quali due alla locanda di basso alla fontana (zona Madonna delle Grazie in prossimità della omonima cappella di proprietà di LeonardantonioCaramia), due a quella di Francesco Caragnano (ubicata in Piazza), due alla porta dell'Annunziata e propriamente vicino alla Cappella, due alla porta di basso detto di San Nicola, una guardia in pattuglia che custodisca il muro verso oriente ed un'altra che faccia lo stesso verso quello di occidente.

Gli altri dieci individui staranno al corpo di guardia per le mute alle sentinelle e per eseguire quanto potrà venire loro imposto dalle autorità giusta le rispettive loro attribuzioni o dalla deputazione sanitaria o dal deputatodi turno che la rappresenta. 

Alla fine del XVIII secolo il complesso fortificato venne abbattutto e sull'area venne edificato il palazzo che prese il nome dal suo proprietario ovvero il notaio Fanelli.

 


 

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Vico Ruggi


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Storia di Mottola
VICO RUGGI
 

vico_ruggiVico Ruggi visto da via Mazzini: nei primi decenni dell'800 la purticedd, apertura realizzata nelle fortificazioni medievali della città probabilmente intorno al 1700,  fu murata per timore delle incursioni dei briganti. La cittadina all'epoca era in balia di delinquenti, briganti e comitive di ladroni: omicidi, ricatti ed altri gravissimi eccessi erano all'ordine del giorno.

Una serie di atti amministrativi furono promulgati dalle autorità competenti per cercare di circoscrivere il problema.

Una circolare del 7 ottobre 1809 impartiva disposizioni ai giudici di pace per l'eventuale rientro di briganti nei comuni di appartenenza.

Una riservata dell'intendente di Terra d'Otranto al sindaco di Mottola del 2 febbraio 1810 preannunciava l'arrivo di una “comitiva di briganti†invitandolo ad avvalersi di volontari e soldati per “l'isterminio di tali scelleratiâ€.

Nel 1816 fu affisso in tutti i comuni di Terra d'Otranto un manifesto datato 28 aprile dello stesso anno relativo alla messa al bando di “briganti†e sediziosi con indicazioni della taglia per ognuno di essi.  

Vico Ruggi visto da via Purgatorio: questa stradina interna, dapprima chiusa, fu ricoperta con basolato (attuali chianche) nel 1836, inserita nell'elenco delle strade comunali con delibera del consiglio comunale del 2 gennaio 1885 e omologata a Lecce il 22 gennaio 1885.

 



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Mottola sotto il Regno di Giuseppe Napoleone (1806-1808)



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Storia di Mottola
MOTTOLA SOTTO IL REGNO DI GIUSEPPE NAPOLEONE (1806-1808)
 
 

giuseppe bonaparteNel 1805 il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone è sconfitto dai francesi e si rifugia in Sicilia. L’11 marzo 1806 Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, riceve la notizia che l’imperatore lo ha proclamato re. Il 15 maggio entra a Napoli ove riceve una accoglienza trionfale. Giuseppe Bonaparte, nel 1806, divide il Regno di Napoli (cioè l’Italia meridionale, e quindi la Puglia, il Salento, Lecce, Mottola), dal punto di vista amministrativo, in tredici province, tra cui la Terra d’Otranto con capoluogo Lecce.

La Terra d’Otranto confina a settentrione con la Terra di Bari e con l’Adriatico, a oriente col Canale d’Otranto, a occidente con la Basilicata, a mezzodì col mar Jonio: “Questa provincia si sviluppa sotto la forma di penisola, e forma la parte più orientale del nostro reame e d’Italia. Ha la sua parte montuosa, formata da una serie di colline, che qui prendono nome di Serre, e le maggiori elevazioni trovansi sul confine della Terra di Bari e della Basilicata, dove si rannodano alle altre diramazioni appennine1.”

Ogni provincia, sul modello francese, è divisa in distretti e, a loro volta, in circondari. Lecce, capitale di Terra d’Otranto comprende i distretti di Lecce, Brindisi, Taranto e Gallipoli.Nell’ambito dei distretti sono collocati i comuni, il cui nuovo termine è utilizzato nella normativa in alternanza con la denominazione “università”.

Mottola, paese del distretto di Taranto, è capoluogo di circondario comprendente Palagiano con il borgo aggregato di Palagianello. Mottola, provincia di Lecce, è definito, dal punto di vista geografico, un comune situato sopra di un monte soggetto a delle quasi continue sabbie, a qualunque vento, e si risentono marcabilmente le vicissitudini ad alternative atmosferiche2.

Il perimetro dell''antico abitato di Mottola non è certamente quello che è oggigiorno, essendo ristretta la città in più angusti limiti, racchiusa da mura medievali a cui si accede attraverso due ingressi principali: la porta di basso detta di San Nicola (nei pressi dell’attuale ed omonimo Largo) e la Porta dell’Annunziata dopo che la Porta Grande di Mezzogiorno (ubicata tra via Mazzini e Corso Umberto), era crollata a causa del terremoto avvenuto nel gennaio del 1818.

Ingresso Mottola 1 copia

3 via palagianello

scalinata 1Queste porte saranno le uniche due vie di accesso in paese, durante l’attuazione dei cordoni sanitari, per evitare la diffusione tramite contagio di malattie infettive3.

Mottola, piccolo borgo feudale, è un centro agricolo pieno di braccianti che “vivono dalle fatiche delle loro braccia” ed i più fortunati “dalla loro poco possidenza”, con poche unità che lavorano come coloni nelle masserie come quella dei Lemarangi e dei Palmisano. Altri lavorano con la “loro arte” e la “loro industria4. La maggior parte lavora al servizio ed al soldo del duca di Martina, Placido Caracciolo.

Nel 1806, il paese conta un numero complessivo di 2.436 abitanti. Il sindaco di Mottola è Domenico Marasca, dottore in legge, che ha assunto la carica il 15 agosto 18055.

 


Note e riferimenti bibliografici:

1 Legge 8 Agosto 1806 n. 132 e Giuseppe De Luca, L''Italia Meridionale o l''antico Reame Delle Due Sicilie, descrizione geografica, storica, ammministrativa, Napoli 1860 p. 318.

2 Archivio storico del comune di Mottola (d’ora in poi A.S.C.M.), fondo preunitario, stato civile b.1, fasc. 28, 1837.

3 A.S.C.M., fondo preunitario, sanità, b. 1. fasc. 26.

4 A.S.C.M,. fondo preunitario, stato delle anime del 1812, b. 1.Sono spesso usate, per alcune famiglie, diciture come vivono miseramente, stentatamente, miserabilmente unitamente a termini come onoratamente ed onestamente. In paese sono registrati oltre trecento mendici ovvero quella parte di popolazione estremamente povera e indigente.


 

Terra d'otranto da inserire

Mottola: l’insegna marmorea posta all’inizio di Corso Vittorio Emanuele, in cui si riportano le indicazioni geografiche ed amministrative di appartenenza del comune di Mottola, capoluogo di circondario, alla provincia di Terra d’Otranto. E’ la prima volta nella sua storia che anche per Mottola viene indicata la parola comune e non più l’antica denominazione «universitas civium» o «università». Questo in base alle riforme introdotte da Giuseppe Bonaparte con la legge 8 agosto1806 e continuate da Ferdinando I con quella del 12 dicembre1816. La denominazione di «comune» è adottata non tanto per la reminiscenza del comune medievale dell''Italia del nord, la cui storia, peraltro, risulta ben nota ai giuristi napoletani, quanto piuttosto come traduzione del francese “commune”ed infatti in testi dottrinali o legislativi, si trova detto «la comune» (tipico l''art. 5 del reale decreto in data 8 giugno 1807, sulla ripartizione de'' demani, dove la parola è usata prima al femminile,e poi al maschile). “La Comune” riecheggia il governo municipale di Parigi dal 1789 al 1795, e il potere rivoluzionario che si installò nella stessa capitale con l’insurrezione del 18 marzo 1871.

 




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