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Mottola sotto il Regno di Giuseppe Napoleone (1806-1808)



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Storia di Mottola
MOTTOLA SOTTO IL REGNO DI GIUSEPPE NAPOLEONE (1806-1808)
 
 

giuseppe bonaparteNel 1805 il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone è sconfitto dai francesi e si rifugia in Sicilia. L’11 marzo 1806 Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, riceve la notizia che l’imperatore lo ha proclamato re. Il 15 maggio entra a Napoli ove riceve una accoglienza trionfale. Giuseppe Bonaparte, nel 1806, divide il Regno di Napoli (cioè l’Italia meridionale, e quindi la Puglia, il Salento, Lecce, Mottola), dal punto di vista amministrativo, in tredici province, tra cui la Terra d’Otranto con capoluogo Lecce.

La Terra d’Otranto confina a settentrione con la Terra di Bari e con l’Adriatico, a oriente col Canale d’Otranto, a occidente con la Basilicata, a mezzodì col mar Jonio: “Questa provincia si sviluppa sotto la forma di penisola, e forma la parte più orientale del nostro reame e d’Italia. Ha la sua parte montuosa, formata da una serie di colline, che qui prendono nome di Serre, e le maggiori elevazioni trovansi sul confine della Terra di Bari e della Basilicata, dove si rannodano alle altre diramazioni appennine1.”

Ogni provincia, sul modello francese, è divisa in distretti e, a loro volta, in circondari. Lecce, capitale di Terra d’Otranto comprende i distretti di Lecce, Brindisi, Taranto e Gallipoli.Nell’ambito dei distretti sono collocati i comuni, il cui nuovo termine è utilizzato nella normativa in alternanza con la denominazione “università”.

Mottola, paese del distretto di Taranto, è capoluogo di circondario comprendente Palagiano con il borgo aggregato di Palagianello. Mottola, provincia di Lecce, è definito, dal punto di vista geografico, un comune situato sopra di un monte soggetto a delle quasi continue sabbie, a qualunque vento, e si risentono marcabilmente le vicissitudini ad alternative atmosferiche2.

Il perimetro dell''antico abitato di Mottola non è certamente quello che è oggigiorno, essendo ristretta la città in più angusti limiti, racchiusa da mura medievali a cui si accede attraverso due ingressi principali: la porta di basso detta di San Nicola (nei pressi dell’attuale ed omonimo Largo) e la Porta dell’Annunziata dopo che la Porta Grande di Mezzogiorno (ubicata tra via Mazzini e Corso Umberto), era crollata a causa del terremoto avvenuto nel gennaio del 1818.

Ingresso Mottola 1 copia

3 via palagianello

scalinata 1Queste porte saranno le uniche due vie di accesso in paese, durante l’attuazione dei cordoni sanitari, per evitare la diffusione tramite contagio di malattie infettive3.

Mottola, piccolo borgo feudale, è un centro agricolo pieno di braccianti che “vivono dalle fatiche delle loro braccia” ed i più fortunati “dalla loro poco possidenza”, con poche unità che lavorano come coloni nelle masserie come quella dei Lemarangi e dei Palmisano. Altri lavorano con la “loro arte” e la “loro industria4. La maggior parte lavora al servizio ed al soldo del duca di Martina, Placido Caracciolo.

Nel 1806, il paese conta un numero complessivo di 2.436 abitanti. Il sindaco di Mottola è Domenico Marasca, dottore in legge, che ha assunto la carica il 15 agosto 18055.

 


Note e riferimenti bibliografici:

1 Legge 8 Agosto 1806 n. 132 e Giuseppe De Luca, L''Italia Meridionale o l''antico Reame Delle Due Sicilie, descrizione geografica, storica, ammministrativa, Napoli 1860 p. 318.

2 Archivio storico del comune di Mottola (d’ora in poi A.S.C.M.), fondo preunitario, stato civile b.1, fasc. 28, 1837.

3 A.S.C.M., fondo preunitario, sanità, b. 1. fasc. 26.

4 A.S.C.M,. fondo preunitario, stato delle anime del 1812, b. 1.Sono spesso usate, per alcune famiglie, diciture come vivono miseramente, stentatamente, miserabilmente unitamente a termini come onoratamente ed onestamente. In paese sono registrati oltre trecento mendici ovvero quella parte di popolazione estremamente povera e indigente.


 

Terra d'otranto da inserire

Mottola: l’insegna marmorea posta all’inizio di Corso Vittorio Emanuele, in cui si riportano le indicazioni geografiche ed amministrative di appartenenza del comune di Mottola, capoluogo di circondario, alla provincia di Terra d’Otranto. E’ la prima volta nella sua storia che anche per Mottola viene indicata la parola comune e non più l’antica denominazione «universitas civium» o «università». Questo in base alle riforme introdotte da Giuseppe Bonaparte con la legge 8 agosto1806 e continuate da Ferdinando I con quella del 12 dicembre1816. La denominazione di «comune» è adottata non tanto per la reminiscenza del comune medievale dell''Italia del nord, la cui storia, peraltro, risulta ben nota ai giuristi napoletani, quanto piuttosto come traduzione del francese “commune”ed infatti in testi dottrinali o legislativi, si trova detto «la comune» (tipico l''art. 5 del reale decreto in data 8 giugno 1807, sulla ripartizione de'' demani, dove la parola è usata prima al femminile,e poi al maschile). “La Comune” riecheggia il governo municipale di Parigi dal 1789 al 1795, e il potere rivoluzionario che si installò nella stessa capitale con l’insurrezione del 18 marzo 1871.

 




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