Via Torretta
Percorrendo Via Torretta ci si imbatte nel portale di uno dei pochi edifici della Schiavonia che mostri una qualche pretesa architettonica ed estetica, Palazzo Putignano. Mottola presenta nel suo Centro Antico, a differenza di molti altri comuni vicini, una quasi assoluta mancanza di dimore patrizie e di palazzi di pregio. Questa assenza può essere spiegata con l'asservimento feudale della maggior parte del territorio comunale che è durato per secoli e che ha consentito lo sfruttamento delle ricchezze del latifondo praticamente solo da parte delle famiglie feudatarie. La maggiore dinastia feudale è stata quella dei Caracciolo, duchi di Martina, a partire dalla metà del XVII secolo fino quasi ai nostri giorni, i quali investivano prevalentemente altrove - a Napoli o a Martina, dove peraltro risiedevano - i ricchi proventi del feudo mottolese. Mottola dall'epoca angioina sino ai Borboni è stato quindi un centro a prevalente economia bracciantile e piccolo contadina, ed a causa dell'immobilismo feudale non ha potuto assistere, fino quasi agli albori del XIX secolo, alla creazione di quel florido ceto imprenditoriale, agrario e commerciale che ha favorito le fortune e lo splendore architettonico di tanti altri Centri Antichi della regione. La tradizione vuole che nell'area occupata dall'attuale slargo di via Torretta e dalle costruzioni adiacenti si elevasse una "altissima torre" con la base circolare del diametro di circa 9 metri, innalzata dagli abitanti nel 927, in periodo bizantino, per difendersi meglio dalle incursioni dei predatori che all'epoca venivano a saccheggiare queste terre (Longobardi, Saraceni, Ungari, Slavi). La torre venne distrutta nel corso del XIX secolo. Più avanti la viuzza sfocia su via Mazzini, di fronte al Monumento ai caduti, eretto nel 1982 su disegno dell'arch. Salvatore Favale (i pannelli ceramici sono opera del ceramista grottagliese Leonardo Linoci).

















